Model: Simonetta MW292ST (MW 292 ST)






Antique radios, Old Time Radios

Simonetta MW292ST (MW 292 ST)
Country:
Germany
Manufacturer/Brand:
QUELLE GmbH (Universum); Fürth und Nürnberg
Year: 1961
Type:
Broadcast receiver (Radio).
Im Gegensatz zu Radioempfängern für kommerzielle und/oder militärische Zwecke und den frühen Empfängern für Morsezwecke nennen wir hier Radio bzw. Rundfunkempfänger. Aber: Gemäss internationaler Sprachregelung führt der Radiokatalog Band 1 alle Empfänger mit aktiven Bauteilen als RADIO. Wir unterscheiden hier ebenfalls nicht, ob mit Röhren bestückt, hybrid, mit Transistoren oder/und ICs.Radio or Tuner
Mod.-ID = 111902
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Schematics etc.: 1 (for
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Principle
Superhet - normally without a preamplification stage (as far as known). Please use «To add informations to model» if you know more! Thanks.
Récepteur TSF superhétérodyne. Normalement sans préamplification de HF.
Superhet ohne Vorstufe.
Nicht immer war bei der Erfassung klar, ob der Empfänger eine Vorstufe aufweist oder nicht. Im Zweifelsfall kam das Gerät in diese Kategorie.Super-Heterodyne (Super in general)
Wave bands
AM (long-, medium- and short waves) and FM (VHF). GO, PO, OC et MF (onde ultra-courte, bande FM).
LW, MW, KW und UKW
Wahrscheinlich sind keine Bänder unterteilt. Bei älteren europäischen Geräten ist der UKW-Bereich noch nicht bis auf 108 MHz erweitert (87,5 oder 88 bis 100 oder bis 104).Broadcast, Long Wave, Short Wave plus FM.
Power type and voltage
AC set plus voltage range.
/ = 2 different voltages
- = voltage from-to
* = «Special»
Apparareil à courant alternatif. Tensions mentionnées.
/ = 2 Spannungswahlen
- = von-bis
* = Fabrikwahl/«Spezial»
Trafo ist nicht immer mit Primär- undSekundärwicklungen versehen. Dadurch kann das Chassis ein gefährlichesPotential führen.Alternating Current supply (AC) / 220 Volt
Loudspeaker/pwr.out
4 built-in loudspeakers of any principle.
4 haut-parleurs.
4 Lautsprecher, meist permanentdynamisch. Mischformen sind möglich - z.B. für Hochtöner. Diese Daten finden Sie eventuell in den Bemerkungen zum Gerät.4 Loudspeakers
from Radiomuseum.org
Model: Simonetta MW292ST (MW 292 ST)
Material
Wooden case. Most radios have a wooden cabinet until the WW2. Caisse en bois.
Die meisten Heim-Rundfunkempfänger führen von Beginn an bis etwa Ende 60er Jahre Holz als Gehäuse. Auch frühe Reiseempfänger zeigen Holz (speziell in den 20er Jahren) oder Holz mit Stoffüberzug etc.Wooden case
Shape
Tablemodel, low profile (big size).
Valves / Tubes
6:
ECC85
(more
for members)
Notes
Hergestellt von der Firma Tonfunk.
This model was suggested by Ilja Liebisch.
More information on
Simonetta MW292ST (MW 292 ST) (QUELLE GmbH (Universum); Fürth und Nürnberg)
SIMONETTA STEREO
Recupero di una radio.
Esteticamente non stava male, anche se il giudizio era condizionato dalla ridotta dimensioni delle immagini esposte in asta.
La funzionalità, era detto, era discontinua con attenuazione e distorsione del suono della Modulazione di Frequenza dopo circa quindici minuti di funzionamento.
Tra le due cose quella che mi ha stimolato di più all’acquisto è stata decisamente la seconda, cercare di capire il perché di questo funzionamento anomalo e provare ad eliminarlo.
L’ho acquistata e all’arrivo le cose non si sono rivelate nella esatta maniera in cui sembravano e come erano state descritte, certo non per malafede di chi me la ha venduta che anzi si è rivelata poi una persona squisita tanto che quando gli ho palesato tutti i difetti occulti della radio si è sentita in dovere di rendermi una parte del prezzo pagato. Siamo diventati amici via e-mail anche con tutte le difficoltà di comunicazione che hanno due persone che parlano lingue diverse e devono ricorre al solito inglese per riuscire a dialogare.
Tornando alla radio la situazione si può riepilogare in questi termini: Il mobile aveva tracce di effrazione nella zona della tastiera perché alcuni tasti non ritornavano e qualche benpensante ha usato un giravite a mo di leva tra il legno ed i tasti; risultato vistose intacche sul legno.
La lucidatura èra tutta screpolata ed il legno sottostante presentava zone di diverso colore. I difetti elettrici ed elettronici erano tutti nel circuito di alimentazione ed in quello di uscita, accesa la radio per la prima volta sembrava funzionasse tutto regolarmente ma una volta spenta e poi riaccesa si è sentito subito il caratteristico “odore” dei raddrizzatori al selenio che si bruciano ed è venuto fuori del fumo dal sotto dello chassis e dal trasformatore di alimentazione.
La tensione anodica era scomparsa ed il trasformatore di alimentazione dava tutti i valori di tensione molto bassi.
Ho sostituito il raddrizzatore al selenio con un ponte di diodi ed il trasformatore di alimentazione con uno di caratteristiche equivalenti, ho scollegato tutti i circuiti a valle del raddrizzatore ed ho ridato corrente, andava tutto bene, con successivi interventi ho reinserito tratti di circuito con l’intento di localizzare il punto in cui si è originato il guasto che fatto saltare il circuito di alimentazione.
Quando sono arrivato a reinserire lo stadio finale sono ricominciati i guai, la radio è stereo quindi ha due valvole finali e due trasformatori di uscita. Collegando tutti e due i circuiti cominciavano a fumare le resistenze di carico dei catodi delle finali, sfilando alternativamente le finali il fenomeno non si verificava.
Nel togliere e mettere però le valvole ho notato uno scintillio nello zoccolo di una di esse, ecco, ho pensato, uno zoccolo in corto lo cambio e tutto è a posto! Niente affatto, rimonto le valvole e questa volta lo scintillio viene dall’interno di una valvola, inutile dire che a freddo le valvole più volte provate non presentavano corti interni.
Purtroppo non avevo due ECL86 di ricambio però dalla stessa amica tedesca dalla quale avevo acquistato la radio avevo comprato anche uno stock di circa 500 valvole di tutte le marche e modelli tra le quali ho recuperato molte PCL86.
Qual’era il problema? Realizzare un doppio circuito di alimentazione dei filamenti perché tutte le valvole originali erano alimentate a 6,3 volt mentre le PCL86 volevano 13,3 volt.
Esaminando il trasformatore di